sabato 14 maggio 2016

La Festa dei Ceri di Gubbio



Domani 15 maggio, a Gubbio si svolge la Festa dei Ceri, una manifestazione che qualche anno fa è stata inserita anche nel patrimonio dei beni immateriali dell'Unesco, con origini antichissime in onore di Sant'Ubaldo, il patrono della città, La particolarità della festa riguarda il fatto che tre grandi strutture lignee chiamati Ceri, vengono trionfalmente portati a spalla dai ceraioli in un’emozionante corsa per le strade del centro prima di essere riportati nella Basilica in cima al Monte Ingino. Al vertice di ciascun cero vi è rispettivamente la statua di Sant'Ubaldo patrono di muratori e scalpellini) , Sant'Antonio Abate (patrono dei contadini e studenti) e San Giorgio (patrono dei merciari). 
Durante la prima domenica di maggio ceri e barelle vengono riportati in città e la mattina del 15 le tre parti vengono assemblate durante la cerimonia dell’Alzata, accompagnata dall’inconfondibile suono del Campanone. I ceri vengono portati a spalla dai ceraioli: per un eugubino portare il cero è qualcosa di indescrivibile, un misto tra passione, orgoglio e devozione che esprime al massimo il forte legame tra la persona e il “suo” Cero; la tensione provata da ogni ceraiolo quando sente che si avvicina il momento di andare sotto le stanghe è un’emozione unica. Originariamente l’appartenenza ad un cero era legata al mestiere e veniva tramandata di generazione in generazione, mentre ora, anche se molto influenzata dalla tradizione della famiglia, la scelta è libera. Le donne non portano il cero, ma vivono ugualmente la festa in maniera molto sentita e partecipata. Le divise tradizionali da ceraiolo (camicia gialla per i santubaldari, blu per i sangiorgiari e nera per i santantoniari, mentre i pantaloni bianchi, il fazzoletto e la fascia in vita rossi sono comuni a tutti) riescono a colorare la città regalando uno spettacolo unico. La giornata della Festa dei Ceri inizia alle 8:30 con la messa alla Chiesetta dei Muratori, al termine della quale, dopo la colazione, i ceraioli si spostano verso Porta Castello, dove ricevono il mazzolino di fiori da appuntare sulla camicia. Alle 11:00 parte la sfilata, con i gruppi di ceraioli guidati dai Capodieci; il corteo arriva in Piazza Grande, dove alle 11:45 c’è la consegna delle chiavi della città al Primo Capitano: è il segnale che il potere passa, per un giorno, nella mani del popolo. Dopo il saluto di Vescovo e Sindaco, le barelle, i Ceri e le statue dei Santi vengono portati dall’interno dei Palazzo dei Consoli al centro della piazza, dove vengono assemblati prima del tradizionale lancio della brocca e l’alzata. Chi vede per la prima volta questi momenti non può fare altro che rimanere a bocca aperta e di stupirsi di come queste tre colossali strutture lignee riescano a farsi strada tra la folla in una piazza gremita e colorata.

Dopo l’alzata e le “birate”, i Ceri si dividono e seguono un percorso tutto loro per fare il giro della città e rendere omaggio alle storiche famiglie ceraiole: la mattina è dedicata alla “mostra“. Verso le 14:00 i ceri vengono appoggiati in Via Savelli della Porta e i ceraioli possono partecipare al banchetto della Tavola Bona. Alle 17:00 dalla cattedrale parte la processione con la statua del Santo Patrono: dopo l’arrivo in Piazza Grande, dove viene accolta dal suono del Campanone, la processione percorre Corso Garibaldi e prosegue fino ad incontrare i Ceri, che nel frattempo hanno fatto l’Alzatella e si sono fermati davanti alla Chiesa di San Giovanni Decollato (chiamata anche Chiesetta dei Neri). A questo punto il Vescovo dà la benedizione e la corsa può partire: i Ceri viaggiano a grande velocità tra le strade della città di pietra seguendo lo storico percorso tra la folla esultante al grido di “via ch’eccoli!”. Quando i Ceri tornano all’imbocco di Piazza Grande il Primo Capitano restituisce le chiavi della città all’autorità comunale: il sindaco dalla finestra del Palazzo dei Consoli dà il via al suono del Campanone e i Ceri riprendono la loro corsa. Altre tre birate intorno al pennone al centro della piazza per salutare la città prima di prendere la strada verso la Basilica. L’ultimo tratto della corsa si svolge infatti sulle strade sterrate del Monte, dove i ceraioli, affrontando nove stradoni e otto tornanti con una pendenza media del 15%, mostrano tutto il loro vigore fisico. La folle corsa si conclude con l’Abbassata davanti al portone della Basilica: si tratta di un momento spettacolare, con i Ceri che arrivano a grande velocità e vengono messi in posizione orizzontale molto rapidamente. Una volta dentro il chiostro le tre macchine vengono smontate: i Ceri vengono sistemati in Basilica, mentre le statue tornano in città, dove la sera il popolo eugubino si scatena tra feste, balli e le immancabili polemiche sullo svolgimento della corsa.
Ecco alcuni consigli per i tanti turisti che vogliono assistere dal vivo questa a fantastica festa. Soprattutto durante il pomeriggio fate attenzione: la corsa è inarrestabile e l’entusiasmo della folla è (anche fisicamente) trascinante. Assolutamente necessarie delle scarpe comode, soprattutto per coloro che vogliono seguire per intero il tragitto. Non chiedete mai chi sta vincendo! La Festa dei Ceri non prevede sorpassi, l’ordine è sempre lo stesso, con Sant’Ubaldo davanti a San Giorgio e Sant’Antonio: anche se la sana rivalità tra i ceraioli è percepibile, tutti si impegnano per dare il loro tributo al Santo Patrono, dando il massimo per una corsa perfetta. Chi non vuole o non riesce a seguire l’intero percorso potrà comunque vedere la corsa nel maxischermo che verrà installato in Piazza Quaranta Martiri. Per chi invece si trova lontano da Gubbio ma vuole conoscere la Festa dei Ceri è possibile seguire lo streaming live sul sito trgmedia.it.

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