martedì 12 maggio 2015

Voli di linea, low cost, charter... tre modelli e tanti interrogativi da sciogliere


Coloro che scelgono di viaggiare in aereo sono abituati a sentir parlare di compagnie di linea, compagnie low cost e compagnie charter. Sapere la differenza tra questi tre modelli che convivono nel mondo aereo è importante al fine di capire anche come si sviluppa il servizio e le politiche di prezzi. 

Le compagnie di linea propongono dei collegamenti permanenti ad orari fissi e regolari, che si mantengono durante tutto l'anno, o hanno perlomeno durata stagionale in modo da costituire una serie sistematica di voli a partire da un grande aeroporto internazionale centrale per il quale tutti i voli transitano: questo sistema permette di moltiplicare l'offerta delle destinazioni. La flotta aerea è composta da numerosi modelli di aerei adattabili alle distanze di lungo, medio e corto raggio. Gli aerei dispongono infine di più classi (prima, business, economica). 

Per quanto riguarda le compagnie charter, queste effettuano voli non soggetti ad una programmazione di orari, diversamente a quanto avviene per i voli di linea. Questo perché, un operatore (tour operator) prende a noleggio l’aereo e la sua flotta, incaricandosi di commercializzarlo incastrando il servizio aereo all’interno di pacchetti turistici tutto compreso. Gli aerei hanno di solito una sola classe economica e operano voli senza scalo. 

Le compagnie low cost propongono un servizio simile alle compagnie di linea con collegamenti permanenti ad orari fissi durante tutto l’anno o una stagione. La differenza sta nel fatto che la compagnia low cost vola senza scalo collegando aeroporti secondari (è il caso di Orio al Serio per Milano o di Beauvais per Parigi che applicano tasse nettamente meno alte) oppure aeroporti principali ma in fasce orarie meno costose. Low cost fa naturalmente pensare che queste compagnie cercano di tagliare ogni spesa superflua, ed è ovviamente cosi! Dunque niente pranzi o cene a bordo, al massimo uno snack naturalmente a pagamento, niente giornali, niente possibilità di prenotare il posto, imbarco privilegiato a pagamento e soprattutto veri e propri salassi per il bagaglio. La vendita avviene quasi unicamente via internet, riducendo quindi i costi di distribuzione. La flotta è composta da un solo tipo di modello di velivolo senza divisione in classe (Boeing 737 o Airbus A320/A319) che permette riduzioni anche nei costi di manutenzione. Negli ultimi anni, le compagnie di linea hanno creato la loro propria filiale low cost diversificando la propria offerta e operando quindi anche loro in aeroporti e rotte secondarie. E’ questo il caso di Air One (Alitalia), Transavia (Air France –KLM), Vueling (Iberia). 

Anche la griglia tariffaria tra i diversi modelli è del tutto particolare. Mentre per i voli di linea i prezzi seguono tecniche di yeld management complesse, si può notare che la compagnia low cost divide l’aereo in diverse sezioni a tariffe differenti, con una parte di posti a basso costo. Più il tempo avanza, più i posti a basso costo si riducono e all'ultimo minuto resteranno solo i più cari. Diversa è invece la situazione delle tariffe adottate dai charter, dove gli ultimi posti sono di solito svenduti qualche giorno prima della partenza. 

Ma vale sempre la pena di perder tempo per raggiungere un aeroporto secondario o di partire ad un orario strambo per risparmiare qualche euro? Un rapido calcolo permette spesso di avere un quadro più chiaro della situazione, e di prendere la buona decisione. A questo gioco, le low cost sono lontane dall'esser sempre vincenti, il tutto senza considerare il confort a bordo.  Innanzitutto, capita che su alcune tratte regolari, le compagnie di linea si rivelano meno care delle low cost. Più la data della partenza si avvicina, più questa considerazione trova fondamento. Poi, quando ci si trova ad aggiungere le spese di pagamento bancomat, quelle per i bagagli e il costo del transfert all'aeroporto secondario alla partenza e/o all'arrivo, è davvero il caso di tirar fuori la calcolatrice! 

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